6 buoni motivi per non acquistare liste email [#16]

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L’acquisto di elenchi per fare attività di email marketing viene visto da molte aziende come un modo semplice per accelerare la crescita del proprio database e trovare subito nuovi clienti.

Ma siamo davvero certi che sia una soluzione efficace e sicura per la tua attività?

Cosa sono i dati di terze parti e come vengono acquistati

Quando parlo di “dati di terze parti” mi riferisco a dati che NON sono stati generati dal tuo sito con le tue attività di marketing, ma che sono stati acquistati da fornitori esterni.

Le informazioni di contatto possono includere indirizzi e nominativi di aziende o persone, classificate in base a caratteristiche demografiche e sociali.

Se per esempio volessi acquistare un elenco, potrei contattare un’azienda specializzata e chiedere 50.000 indirizzi email di persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni, residenti in Emilia Romagna, oppure un elenco email di imprese italiane del settore ceramico. 

L’azienda mi fornirebbe una stima degli indirizzi in suo possesso e un preventivo “al chilo”, basato su diverse quantità di email e informazioni disponibili.

Da dove provengono i dati di terze parti

La maggior parte delle aziende che vende indirizzi email di terze parti afferma di “ottenere dati conformi da una varietà di fonti”, che “includono partner di dati di cui ci fidiamo, fonti governative, dati disponibili pubblicamente e dati di ricerche di mercato“.

In parole povere, questi dati potrebbero arrivare da qualsiasi luogo, inclusi siti web di aziende partner che presentano la famigerata casella di spunta del “Consenso a condivisione e trasferimento di dati a terze parti.

Se hai inavvertitamente selezionato quella casella, è probabile che il tuo indirizzo e-mail sia stato ceduto a una di queste aziende e si trovi da qualche parte in vendita sul web.

L’utilizzo di questi dati è conforme alle norme GDPR?

In breve, si. È legale e in linea con il GDPR, se il database viene fornito da una azienda affidabile che ha ottenuto i dati in modo corretto. I problemi arrivano quando questo non accade. 

Il GDPR afferma che per contattare un utente è necessario il consenso esplicito da parte sua. 

Ma il punto è che molti contatti presenti in questi elenchi potrebbero non avere esplicitamente accettato che aziende come la tua li contattino, quindi inviando loro una mail potresti violare involontariamente le norme GDPR.

Allora come fai a sapere se il tuo database è a GDPR compliant? Semplice. Non puoi saperlo.

La verità è che, a dispetto di tutte le garanzie che puoi ricevere da questo o quel fornitore, non puoi essere sicuro al 100% della vera provenienza di quegli indirizzi email

Per questo tendo sempre a sconsigliare l’acquisto di elenchi di terze parti, anche se le ragioni principali per cui lo sconsiglio sono altre (almeno 6) e le vedremo insieme in questo articolo.

Perché non dovresti acquistare liste di terze parti

Al di là del GDPR, la domanda su cui vorrei farti riflettere è:

Ha senso che tu spenda dei soldi per aggiungere migliaia di nuovi contatti alla tua newsletter, sapendo che più del 98% di questi non ha mai espresso un interesse per i tuoi prodotti o servizi?

Come vedi, esiste più di un motivo valido per evitare di acquistare liste di indirizzi email di terze parti.

Vediamone insieme alcuni.

1. Le liste di terze parti tendono a essere di bassa qualità

Molti indirizzi acquistati potrebbero essere defunti, lasciati loggati dentro un computer polveroso in una soffitta, a raccogliere lentamente email di spam per il resto della loro vita. Una prospettiva molto deprimente, non trovi?

Quante persone abbandonano il proprio indirizzo email e ne aprono un altro, dopo aver raggiunto il limite massimo di sopportazione per lo spam? Beh, puoi scommettere che molti di quegli indirizzi alla deriva si trovano in quegli elenchi.

Cosa comporta questo, al di là di aver acquistato indirizzi email completamente inutili? I server di posta attribuiscono un punteggio di qualità alle liste di email marketing. La presenza di indirizzi inattivi da mesi o inesistenti, aumenterà il tasso di rimbalzo delle tue mail, che causerà una bassa valutazione della tua mailing list.

La conseguenza? Ci saranno buone probabilità che le tue mail vengano respinte dal server o spostate automaticamente nella casella di posta indesiderata.

2. Le liste di terze parti possono avere un impatto negativo sui tassi di apertura e clic

Il nocciolo della questione è che le persone che hanno esplicitamente aderito alle tue comunicazioni di marketing sono molto più propense ad aprire le tue email, perché è stata una loro scelta

I lead che hai acquistato, d’altra parte, non si aspettano le tue email. Molto probabilmente non sono nemmeno in target con la tua offerta, quindi è molto difficile che interagiscano con le tue comunicazioni.

Quindi, cosa potrebbe accadere?

Potresti aprire i report delle tue campagne email per vedere i tassi di apertura e clic e troverai dati completamente sballati. Questo perché i contatti di terze parti andrebbero ad alterare e sporcare i dati di coinvolgimento del tuo pubblico in target.

In definitiva, non avresti più riferimenti tangibili per capire se le tue attività di comunicazione e marketing stanno andando nella giusta direzione.

Come direbbe Marty McFly in Ritorno al Futuro, uno scenario del genere sarebbe a dir poco “pesante”.

3. Le liste di terze parti possono danneggiare la reputazione della tua azienda

Nel marketing non c’è niente di peggio che essere definito spammer, ma questo è il rischio che corri con l’acquisto di contatti di terze parti. 

È sufficiente che una sola persona presenti un reclamo a Mailchimp (o qualunque sia il tuo provider di posta) per far finire la tua azienda nella lista nera.

Se MailChimp riceve un reclamo di spam per le tue comunicazioni, dovrai verificare come hai ottenuto l’autorizzazione per inviare email a quell’utente. E ovviamente farai fatica a farlo se hai acquistato i dati da un fornitore.

Certo, questo è sicuramente il peggiore degli scenari e non capita di frequente… ma può capitare.

È più frequente invece che le persone possano segnare le tue email promozionali come spam, perché infastidite dal fatto di non sapere come tu abbia avuto il loro indirizzo, oltre al fatto che potrebbero non avere alcun interesse verso la tua offerta.

Con l’aumento delle segnalazioni di spam, diminuirà la probabilità che le tue mail vengano recapitate nella casella di “Posta in arrivo” dei tuoi iscritti. E tutto questo danneggerà gravemente la reputazione e le vendite della tua azienda.

4. Le persone dentro una lista acquistata non sanno chi sei

Se ricevi una mail da un’azienda di cui non hai mai sentito parlare, quante probabilità ci sono che tu la apra? Sinceramente… non molte. Questo è il rischio che corri con la quasi totalità degli indirizzi presenti in una lista di terze parti.

Contattare un indirizzo email acquistato è un po’ come entrare in casa di qualcuno senza bussare alla porta e senza chiedere il permesso. 

Potresti offrire loro la cosa migliore del mondo, ma la maggior parte delle persone sarà infastidita  dal modo in cui ti sei presentato.

5. Molti fornitori di servizi email possono bloccarti per l’utilizzo dei dati acquistati

Non devi fare attenzione solo ai provider di posta elettronica dei tuoi destinatari, ma anche alla piattaforma che usi per le tue campagne di email marketing. Ci sono fornitori di servizi come Mailchimp che possono bloccare il tuo account e in certi casi multarti per l’utilizzo di liste acquistate.

Ecco cosa dichiara Mailchimp nel suo sito: “Gli elenchi di indirizzi email di terze parti sono vietati dai nostri Termini di utilizzo. Ciò include elenchi acquistati o noleggiati“.

6. Non sei l’unico a usare quelle liste di terze parti

Un errore facile da commettere è presumere che tu sia l’unica azienda che utilizzerà quella lista di contatti. 

La verità è che questi indirizzi email sono disponibili per chiunque può permetterseli, quindi potresti contattare persone che stanno già annegando in un mare di email promozionali, recapitate senza preavviso. Non è affatto una prospettiva esaltante.

Come ottenere indirizzi email di qualità

Vale la pena acquistare indirizzi email? In una parola, NO.

Come hai avuto modo di leggere finora, i rischi superano di gran lunga i vantaggi derivanti dall’acquisto di dati di marketing di terze parti.

Ma quindi, qual è il modo per ottenere contatti di qualità, conformi al GDPR? 

Devi adottare una strategia di marketing coinvolgente, efficace e creativa.

Invece di buttare i tuoi soldi e mettere a rischio la tua azienda acquistando liste di terze parti, devi dedicare il tuo tempo e le tue risorse nella costruzione di una audience organica, che sia davvero interessata a ciò che hai da dire, da vendere e da offrire.

E se desideri accelerare il processo di acquisizione dei contatti, il mio consiglio è di investire budget in qualcosa di più intelligente ed efficace, come una campagna su Facebook.

Con le Facebook Ads puoi trovare un pubblico di persone basato sui tuoi requisiti demografici e sociali e puoi incoraggiare gli utenti interessati a iscriversi alla tua newsletter.

Se poi sei già in possesso di un buon numero di iscritti, puoi partire dalla tua lista per cercare un pubblico simile su Facebook, attraverso lo strumento di creazione del Pubblico LookAlike.

In pratica, l’algoritmo di Facebook troverà utenti con caratteristiche e interessi simili a quelli presenti nella tua mailing list. Niente male, vero?

Un ultimo consiglio che voglio darti, per aumentare i contatti nel tuo database in modo naturale, è offrire alle persone un incentivo per iscriversi, come ad esempio la spedizione gratuita o uno sconto sul primo ordine, la possibilità di vincere qualcosa, oppure un contenuto di grande utilità per il tuo pubblico. In altre parole devi creare qualcosa di “magnetico” che attiri gli utenti verso il tuo brand.

Di questo te ne parlerò meglio nel prossimo articolo del mio blog.


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